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home > Azienda > News > INVER = BLU COME IL MONDO

 

INVER = BLU COME IL MONDO

15 - 09 - 2004

Facendo questa scelta la nostra Azienda ha sicuramente individuato una delle tinte più amate ed utilizzate nella storia del colore.
Ad avvalorare questa affermazione esistono svariati articoli fra i quali vogliamo citare quello di Joel Achenbach giornalista del Washington Post che testualmente riportava:

"Una storia davvero esauriente della civiltà umana dovrebbe dedicare almeno un capitolo al colore blu. Certo in tutto il mondo i bambini dicono di preferire il rosso, ma poi passa come il vizio di succhiarsi il pollice.
Il blu, invece, regna sovrano a tutte le età e in tutte le epoche. Da millenni gli uomini le provano tutte pur di tingere il mondo di azzurro.
Nell'antichità, sulle sponde del Mediterraneo, la tintura blu di cui parla anche la Bibbia era prodotta da una lumaca ermafrodita la cui ghiandola secerne un fluido che, esposto all'aria e alla luce, diventa blu.
Ma la secrezione avviene solo quando il mollusco "si sente" maschio: - le ghiandole dovevano essere estratte nei periodi in cui le lumache mostravano caratteristiche più maschili che femminili -, spiega Tony Travis, storico e chimico dell'Università Ebraica di Gerusalemme.
Un'altra tintura proveniva da una pianta chiamata guado, le cui foglie venivano macinate e poi fatte fermentare per far emergere il pigmento. I Celti la usavano per dipingersi il corpo (ricordate Mel Gibson in Braveheart), gli amanuensi medievali per le miniature.
Il guado fu poi soppiantato dall'indaco, una pianta che produceva un blu più intenso e con minori spese. Le piantagioni di indaco si diffusero in tutta l'Asia.
Infine fu la volta dei coloranti artificiali: nel 1897, in Germania, fu prodotto per la prima volta l'indaco sintetico, tratto da derivati del catrame minerale. L'invenzione tinse di azzurro la moda del Novecento: le polizie cambiarono il colore delle uniformi, gli uomini sostituirono l'abito nero con il blazer blu. Finchè, negli anni Cinquanta, esplosero i blue jeans, con la loro carica di ribellione giovanile.
Il prossimo passo potrebbe essere il blu biotecnologico. Elizabeth Gillam, una tossicologa australiana, stava studiando dei batteri in cui era stato inserito del DNA umano, quando, all'improvviso, le sue colture si sono tinte di blu. Sulle prime ha pensato ad una contaminazione da muffa; ma, dopo essersi consultata con il collega Fred Guengerich, si è resa conto di aver fatto una scoperta preziosa: la molecola blu era un prodotto del metabolismo dei batteri. - E' una bella lezione per un aspirante scienziato -, commenta Gillam: - Se in una ricerca appare una bizzarria, non ignoratela.Potrebbe essere molto più interessante dei risultati che volevate ottenere -.
L'indaco biotech potrebbe essere usato per creare tessuti vegetali blu: gli scienziati ipotizzano di coltivare rose color del cielo e cotone già tinto d'azzurro, per jeans "naturalmente" blu.
Ma allora, dovremo rinunciare anche a quel tocco di trasandata eleganza che danno i jeans stinti?"
 
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